Se piango… ascoltami!

Il Progetto si occupa dell’aspetto educativo e informativo dei neogenitori su che cosa fare in caso di pianto prolungato , persistente e inconsolabile del neonato ed è finalizzato a prevenire azioni e comportamenti che sono maltrattanti anche se in maniera non consapevole , in particolare la Shaken Baby Syndrome o Sindrome del bambino scosso.
La SBS è una grave forma di trauma cerebrale con danni permanenti da concussione cerebrale : si verifica quando il bambino piange inconsolabilmente e chi lo accudisce, frustrato e impotente perchè non riesce a far cessare il pianto, perde il controllo.

Il gruppo di progetto è composto da :

Isa Ruffilli, pediatra referente del progetto, Clede Maria Garavini psicologa , Luciana Nicoli pediatra e Consigliere dell’Associazione delegata al progetto, Massimo Masi pediatra ,Valeria Arbizzani ginecologa, Elena Montenegro psicologa del Centro specialistico dell’AUSL di Bologna “Il Faro”,Loretta Michelini presidente Ass.Mondo Donna, Irina Biafore counsellor  per  Ass.Mondo Donna.

La prima fase ha visto la realizzazione della brochure in collaborazione con i neonatologi dei punti nascita dell’Ospedale Maggiore e del S.Orsola e coi Pediatri di Libera scelta. Nello stesso periodo sono stati intervistati circa 500 genitori per verificare le conoscenze in tema di pianto , ritmo sonno -veglia del neonato : è emerso che solo pochi, circa il 20% , conoscono la sindrome del bambino scosso.

La brochure , disponibile in italiano, cinese, arabo, inglese e francese, viene distribuita ai neogenitori con la collaborazione delle ostetriche e dei neonatologi dei punti nascita
Successivamente è stato prodotto il video ” Se piango ascoltami” – v.link da questo sito – diffuso su youtube e negli Ospedali S.Orsola e Maggiore

Il progetto è stato presentato alla Consulta delle Ass. familiari del Comune di Bologna.

In collaborazione con l’Associazione Mondo Donna per amplificare l’informazione nelle situazione di disagio e di povertà sociale sono stati organizzati incontri con le mamme accolte nelle strutture dell’Associazione.

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